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Questa è memoria di sangue di fuoco, di martirio, del piu vile sterminio di popolo
voluto dai nazisti di von Kesselring e dai loro soldati di ventura dell'ultima servitù di Salò per ritorcere azioni di guerra partigiana.
I milleottocentotrenta dell'altipiano
fucilati ed arsi da oscura cronaca contadina e operaia entrano nella storia del mondo col nome di Marzabotto. Terribile e giusta la loro gloria:
indica ai potenti le leggi del diritto, il civile consenso per governare anche il cuore dell'uomo, non chiede compianto o ira, onore invece di libere armi
davanti alle montagne e alle selve dove il Lupo e la sua Brigata piegarono piu volte i nemici della libertà. La loro morte copre uno spazio immenso, in esso uomini d'ogni terra
non dimenticano Marzabotto, il suo feroce evo di barbarie contemporanea.
Epigrafe del poeta Salvatore Quasimodo per il faro commemorativo di Marzabotto.
Qui a lato la piastrina di Joseph Moran
matricola 38196147 T42
In partenza per la campagnia di Albania
Ci riconoscete? Siamo le pecore del ghetto, Tosate per mille anni, rassegnate all'offesa.
Siamo i sarti, i copisti ed i cantori Appassiti nell'ombra della Croce. Ora abbiamo imparato i sentieri della foresta, Abbiamo imparato a sparare, e colpiamo diritto.
Se non sono io per me, chi sarà per me? Se non cosi, come? E se non ora, quando?
I nostri fratelli sono saliti al cielo Per i camini di Sobib6r e di Treblinka,
Si sono scavati una tomba nell'aria. Solo noi pochi siamo sopravvissuti Per l'onore del nostro popolo sommerso Per la vendetta e la testimonianza.
Se non sono io per me, chi sarà per me? Se non cosi, come? E se non ora, quando?
Siamo i figli di Davide e gli ostinati di Massada. Ognuno di noi porta in tasca la pietra
Che ha frantumato la fronte di Golia. Fratelli, via dall'Europa delle tombe: Saliamo insieme verso la terra Dove saremo uomini fra gli altri uomini.
Se non sono io per me, chi sarà per me? Se non cosi, come? E se non ora, quando?
Primo Levi, "Se non ora, quando?" edizioni Einaudi
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