Ferri Taglienti - Scarperia

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Il Museo diffuso

 

Il Museo diffuso interessa il territorio del Mugello, Alto Mugello, Val di Sieve; è articolato in quattro sistemi, ognuno dei quali comprende punti museali, laboratori didattici, itinerari, adatti a mettere in luce le diverse peculiarità di ogni componente dei vari sistemi: Naturalistico, Demo-etno-antropologico, Storico-artistico, Archeologico.

In questo spazio presentiamo la descrizione dei musei di:

Scarperia e Sant’Agata e Bruscoli.

La mappa qui sotto ha dei punti sensibili per collegarvi alla descrizione dei vari siti  museali. Se il vostro browser non gestisce le mappe sensibili potete utilizzare i collegamenti/link qui sopra.

  

 

Il sistema Naturalistico fa riferimento a Moscheta e Casa d'Erci; il sistema Demo -etno-antropologico comprende Scarperia, Casa d'Erci, Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Rufina; il sistema Storico-artistico comprende Scarperia, Sant'agata, Borgo San Lorenzo e Vicchio; quello archeologico comprende Sant'Agata e Dicomano.

La suddivisione però non è così lineare e schematica, ciascuno dei luoghi si presta a diverse chiavi di lettura e ogni viaggiatore avrà modo di trovare sensazioni proprie: arrivare Scarperia in auto non è come arrivarci in bici o a piedi lungo gli itinereri storici.

 

Scarperia

 

/Palazzo dei Vicari, Museo dei Ferri Taglienti e Bottega del coltellinaio

Pochi oggetti hanno accompagnato la vita e l'attività dell'uomo come il coltello; onnipresente sulla mensa dei poveri e potenti, utensile fedele nel lavoro dei campi e dei boschi, compagno di mille avventure e pericoli, pegno d'amore, simbolo di fedeltà .... Nel caso poi di intere comunità, come quella di Scarperia, dedite alla fabbricazione dei ferri taglienti, il coltello risulta elemento di identità e memoria collettiva.
Questi e altri ancora sono i motivi che hanno ordinato il Museo dei Ferri Taglienti inaugurato il 10 Luglio '99.

Al museo dei ferri taglienti ed alle mostre che vengono presentate annualmente, abbiamo dedicato uno spazio apposito che potete trovare seguendo questo link:

Il Museo dei Ferri Taglienti di Scarperia


Per informazioni e prenotazioni:

Biblioteca comunale di Scarperia 0558468027

Pro Loco Scarperia: tel 0558468165, fax 0558468862; invia una e-mail

Municipio: 055843161

Comitato Festeggiamenti: 055846565

 

Sant'Agata

 

 

I musei di Sant’Agata

Compagnia di San Jacopo a Sant'Agata

Gli Angeli tornano a casa

La Raccolta d'Arte Sacra di sant'Agata nel comune di Scarperia si arricchisce di nuove, preziose opere, un ritorno "a casa" di opere d' arte in quella terra che le ha ospitate per secoli e che oggi è in grado di esaltarne la bellezza e di proteggerle grazie al Sistema di Museo Diffuso.

Sono gli "Angeli" di Andrea della Robbia. Sì tratta di due frammenti provenienti dall'Oratorio della Compagnia di piazza di Sant' Agata e conservati al Museo nazionale del Bargello. Gli "Angeli"", che facevano parte di una lunetta in ceramica trafugata da ignoti nel 1913 dall'Oratorio di Sant' Agata,  sono stati concessi in deposito alla Raccolta.

Insieme agli "Angeli trovano collocazione nella Raccolta d'arte sacra anche un dipinto di Clemente Santini che raffigura i quindici "Misteri del Rosario" ed un turibolo del XVI secolo e un reliquario del XVIII secolo. Il dipinto di Clemente Santini, proviene dalla chiesa di S. Gavino al Cornocchio ed era conservato nei depositi della Soprintendenza.

Un evento assoluto per la qualità delle opere che vanno ad impreziosire Sant' Agata, una località che potremmo definire un Museo vista la presenza di tre strutture, fra l' altro molto visitate.

Il restauro delle opere e la loro collocazione nello spazio espositivo della raccolta museale è stato sostenuto finanziariamente dalla Comunità Montana del Mugello che ha assunto anche l'onere per la manutenzione conservativa delle oreficerie esposte nella vetrina collocata nella piccola sacrestia della Compagnia di S. Jacopo.

Raccolta d'arte sacra

Quest'esposizione è nata dalla necessità di tutelare e valorizzare le numerose opere provenienti da tabernacoli e chiese abbandonate del territorio santagatese nonché preziose testimonianze della vita artistica della pieve. Così la raccolta si pone come prosecuzione del più grande "museo" che e la chiesa stessa, insigne monumento del romanico rnugellano arricchito al suo interno da importanti opere d'arte (tarsie marmoree del XII secolo, tavole dipinte di Jacopo di Cione e Bicci di Lorenzo, ecc.).
La raccolta d'arte sacra è ospitata nell'oratorio della Compagnia di San Jacopo, un edificio del primo cinquecento posto sul lato sinistro del sagrato. L'interno è costituito da un ampio vano a pianta rettangolare nel quale sono collocate pitture e sculture di tipologie ed epoche diverse.
Entrando, a destra, sono esposte le pale d'altare di scuola fiorentina databili dal XVI al XVIII secolo. Di fronte all'ingresso in un tabernacolo ligneo cinquecentesco, Matrimonio mistico di Santa Caterina, di Bicci di Lorenzo (1430 ca.); sulla stessa parete e su quella corrispondente trovano posto gli affreschi e le rispettive sinopie staccati da un tabernacolo del primo quattrocento, posto all'antico ingresso del paese.
Al centro due strutture autoportanti accolgono una Madonna col Bambino e San Giovannino, terracotta policroma di Giovanni della Robbia (sec. XVI), una tavola del Maestro di Signa (sec. XV), un San Michele del seicento fiorentino e l'unica opera conosciuta di "Nicholaus": una Madonna col Bambino, San Gavino e San Miniato, datata 1345.
Il vano si conclude con una piccola abside affrescata, al centro della quale è stata ricollocata la Madonna col Bambino, San Jacopo e Sant'Agata attribuita all'ambito di Ridolfo del Ghirlandaio (sec. XVI). L'esposizione prosegue nella sagrestia dove sono raccolti gli arredi liturgici: calici, turiboli, ostensori, reliquiari fanno corona al pezzo più antico ed importante: una croce astile datata 1378.
 

Centro di documentazione archeologica - Esposizione e laboratorio didattico

L'esposizione documenta i principali rinvenimenti archeologici del Mugello occidentale nel lunghissimo periodo che va dalla preistoria fino al periodo moderno.
II percorso espositivo si articola in due sale. La prima sala è dedicata al lunghissimo periodo Paleolitico, che per il Mugello annovera reperti che vanno dai più antichi di 200-300 mila anni fa, fino a quelli più 'recenti' di poche decine di migliaia di anni orsono. I reperti esposti sono limitati a quelli più significativi, capaci di richiamare la loro funzione e di evocare il contesto ambientale e umano in cui sono stati prodotti, attraverso il ricco apparato iconografico, le rappresentazioni scenografiche e le ricostruzioni di strumenti completi di supporto ligneo.
Una grande striscia del tempo che corre lungo le pareti racconta in forma grafica i vari periodi dell'evoluzione umana e tecnologica, evidenziando con un impatto visivo immediato il brevissimo periodo della storia rispetto alla preistoria.
Nella seconda sala - all'inizio - è documentato il periodo finale della preistoria, dai Neolitico fino all'Età dei metalli, che precede l'ingresso del Mugello nella storia.
Segue il periodo etrusco e quello romano, fino al Medioevo e all'epoca moderna, con reperti prevalentemente ceramici.
Per il periodo storico antico fino al medioevo, i ritrovamenti archeologici sono significativamente correlati alla viabilità naturale che si snoda lungo valli e crinali e attraversa l'Appennino secondo direttrici stradali nord-sud che vengono ripercorse nel tempo più o meno su identico tracciato. Un'area adiacente all'esposizione e destinata ad accogliere la ricostruzione di un insediamento preistorico dotato di abitazioni e di altri elementi della vita quotidiana. Esposizione e ricostruzione dell'insediamento sono concepite con criteri didattici e come laboratorio adatto ad attivare esperienze formative coinvolgenti.
 

Per informazioni e prenotazioni:

Biblioteca comunale di Scarperia 0558468027

Sant'Agata Artigiana e Contadina di Leprino
Centro Polivalente di Sant'Agata

I personaggi e le scene del la mostra sono state tutte ideate e realizzate da Faliero Lepri detto Leprino a partire dal dopoguerra.
"E' stato circa 50 anni fa", racconta Leprino, "a forza di addobbare per le feste la vetrina del negozio (allora ero proprietario di un negozio di generi alimentari), mi venne il desiderio di creare qualcosa con le mie mani, qualcosa però, che fosse legato al mio paese, soprattutto al suo passato. La Veglia fu una del le prime scene realizzate, come un ritorno indietro nel tempo, fino alla mia infanzia... Insomma, piano piano, mi trovai tra le mani un po' del mio paese e della mia famiglia in cartapesta, legno, motorini di giradischi, allora sentii la necessità di riunire in una mostra il frutto del mio lavoro".
Tutti i personaggi sono costruiti con un telaio in legno, all'interno del quale sono inseriti alcuni motorini di recupero, ricoperti di cartapesta e rivestiti con abiti in stoffa, secondo la foggia dell'epoca. Gli edifici sono in cartone, mentre gli attrezzi e gli utensili sono generalmente di legno e di alluminio. Tutti i personaggi sono collegati fra loro da una fitta rete di fili elettrici, in modo da muoversi in sincronia e ogni personaggio riproduce fedelmente i gesti del proprio ruolo.
 

Per informazioni e prenotazioni scolaresche e gruppi: 0558406750, cll 03389214600.


Bruscoli

Museo Storico-Etnografico

Il Gruppo Archeologico di Bruscoli (G.A.B) è nato nel 1989 con l'intento di censire e studiare, da un punto di vista storico-archeologico, il territorio montano e le alte vallate circostanti il Passo della Futa.

Nel corso dei primi anni ’80, alcuni soci, poi fondatori del G.A.B., hanno portato alla luce una interessante via di comunicazione, da molti studiosi considerata di epoca romana, e in alcuni tratti molto ben conservata, fra Firenze e Bologna, che valicava l’Appennino proprio nei pressi del millenario Passo della Futa.

Questa notevole e suggestiva scoperta ad opera di Cesare Agostini e Franco Santi è stata la spinta fondamentale, alla nascita e costituzione legittimata del nostro gruppo, il quale, successivamente ha cercato di approfondire le ricerche, in modo da creare un archivio di notizie e testimonianze a disposizione degli studiosi. Con l’importante collaborazione del Comune di Firenzuola , di cui Bruscoli , sede del G.A.B., è frazione, ci è stato possibile realizzare una mostra didattica permanente, inaugurata nell’agosto del 1994, nei locali della ex Scuola Elementare di Bruscoli, che il Comune capoluogo ci ha gentilmente concesso.

Link al Museo Storico-Etnografico di Bruscoli

 

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